AI per la cura dei pazienti

La Food and Drug Admnistration statunitense approva i primi dispositivi medici dotati di intelligenza artificiale autonoma

Scritto Martedì, da Emanuele Mortarotti

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Per la prima volta, la FDA (Food and Drug Administration - ente governativo statunitense che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici) ha approvato l’immissione sul mercato di un dispositivo medico che utilizza l’AI e non necessita di un medico che ne interpreti gli input. Vediamo di cosa si tratta grazie al supporto di un pezzo pubblicato su modernhealthcare.com.

 

Solo pochi mesi fa, la IDx – azienda situata nello stato dell’Iowa – ha ricevuto l’ok per immettere sul mercato il suo software, IDx-DR, capace di rilevare la retinopatia. Questo è il primo screening device che la FDA abbia mai autorizzato alla vendita che non richiede un’interpretazione da parte di un medico professionista.

Il software di questo dispositivo medico utilizza l’Intelligenza Artificiale per analizzare immagini dell’occhio, valutando se esso presenti o meno segnali che possano far pensare alla retinopatia diabetica.

Durante un trial clinico, il software ha correttamente individuato la condizione l’87% delle volte, così come ne ha escluso l’esistenza il 90% delle volte in persone perfettamente sane. Proprio perché l’algoritmo lavora da sé, gli operatori del settore medico – seppur non specializzati nelle patologie dell’occhio – possono utilizzare questo dispositivo medico per cercare la retinopatia diabetica.

“I sistemi autonomi dotati di AI hanno un enorme potenziale di crescita e un grandissimo margine di miglioramento per quanto riguarda la produttività dell’assistenza sanitaria, prezzi più bassi, accessibilità e qualità”, sostiene il dottor Michael Abramoff, fondatore e presidente di IDx in una nota diffusa dalla stampa scientifica.

L’industria sanitaria cerca, da anni, di installare l’Intelligenza Artificiale nelle proprie apparecchiature. “L’unione di sanità e tecnologia è in un momento delicato e cruciale”, afferma Chris Mansi, CEO di Viz.ai, un’azienda che si occupa di software e AI. “L’intelligenza artificiale è uno strumento che espande l’accesso a risorse sanitarie eccellenti, così i pazienti di tutto il mondo beneficeranno equamente dei progressi della ricerca scientifica”.

Per far sì che ciò accada, però, le organizzazioni di assistenza sanitaria si troveranno in un limbo e investiranno in tecnologie relativamente giovani, che devono ancora dimostrare un effettivo ritorno economico a fronte degli investimenti fatti. Dovranno anche incoraggiare gli operatori nel settore sanitario “a fare di più di una semplice conferma della diagnosi dopo il lavoro fatto dall’attrezzatura dotata di AI”, dice Kimber Lockhart, chief technology officer presso One Medical, un’azienda tra le migliori negli USA che si occupa di assistenza primaria. “Ci piacerebbe che i dottori si focalizzassero sulla comprensione di tutte le variabili che occorrono quando si tratta della salute di ciascun individuo. È qui che si vede realmente il valore e l’opportunità che questi dispositivi medici possono dare alla comunità”.

La FDA ha valutato il dispositivo medico di cui sopra come “sensazionale”, il che ha permesso all’attrezzatura un’approvazione così veloce. Questo approccio è parte di una strategia della FDA per diventare più rapidi nella validazione di device efficaci, dando la possibilità di essere immessi sul mercato senza far passare troppo tempo.

Cosa ne pensate di questo dispositivo medico? Credete che l’intelligenza artificiale sarà il futuro della sanità? Diteci la vostra contattando Dispotech, your disposable excellence.

Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

Manager

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