Cosa può insegnare il sistema sanitario Australiano sulla salute

analizziamo il Sistema Sanitario Nazionale australiano e scopriamo cosa può insegnare al nostro paese e quali sono i punti di forza e le debolezze che lo contraddistinguono.

Scritto Giovedì, da Emanuele Mortarotti

Bentornati ad un nuovo appuntamento con gli aggiornamenti del blog di Dispotech, your disposable excellence. Oggi, grazie al supporto di un articolo pubblicato su vox.com, analizziamo il Sistema Sanitario Nazionale australiano e scopriamo cosa può insegnare al nostro paese e quali sono i punti di forza e le debolezze che lo contraddistinguono.

Quando si analizza il SSN australiano, ci si trova di fronte a qualcosa di inusuale: un ibrido tra un sistema pubblico e uno costruito sul modello di quello degli Stati Uniti. Lo stato garantisce ai cittadini un servizio basilare di assistenza medica, incoraggiandoli però caldamente ad attivare un’assicurazione privata che vada ad integrare (e potenziare) i servizi pubblici.

Tutti i cittadini ricevono copertura statale per quanto riguarda ricoveri ospedalieri, visite specialistiche, prescrizione di farmaci. Il costo d’accesso a questi servizi con l’assicurazione pubblica è basso. Contemporaneamente lo stato suggerisce ai cittadini di organizzarsi con assicurazioni private: un’iniziativa chiamata Lifetime Health Cover invita i cittadini australiani a munirsi di assicurazione privata sin da giovani. Farla da adulti (o peggio ancora da anziani, quando si presume si necessiti di più cure) vuol dire incorrere in premi elevati: il 2% per ogni anno passato da “scoperti”. Per esempio, una persona che attiva a 40 anni la sua assicurazione privata dovrebbe pagare il 20% in più rispetto a qualcuno che ha attivato la stessa assicurazione 10 anni prima. Per coloro con basso reddito, invece, esistono sussidi pubblici per abbassare il prezzo dei piani assicurativi pubblici.

Il sistema sanitario australiano, in linea di massina, funziona e ha degli ottimi feedback da parte dei cittadini: è possibile consultare i dati del Commonwealth Fund rankings of international health care system per capirlo.

Ci sono, ovviamente, dei problemi e delle criticità - che sono oggetto costante  di analisi da parte del governo e dei vertici della sanità nazionale. Le disparità più grandi riguardano, ovviamente, la velocità delle prestazioni pubbliche rispetto a quelle supportate da privati. Chi possiede un piano pubblico è costretto a lunghe attese – non è lo stesso per chi possiede un’ assicurazione privata.

Tutti hanno diritto allo stesso accesso alla sanità e alle prestazioni mediche: il reddito non può e non deve essere motivo di disparità. Questo è uno dei grandi problemi in Australia; in costante monitoraggio, ma pur sempre presente.

Cosa ne pensate di questo sistema sanitario nazionale, che “mixa” pubblico e privato? Credete possa funzionare in Italia? C’è qualcosa che abbraccereste (o eliminereste) dall’uno o dall’ altro SSN? Esponeteci le vostre idee contattando il team Dispotech.

Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

Manager

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