Il futuro dell’assistenza sanitaria (pt.1/2)

Dopo alcuni anni di rodaggio e di sviluppo, finalmente l' “internet dei dispositivi medici” (IoMT – Internet of Medical Things) è pronto a trasformare il modo in cui ci si prende cura dei pazienti, specialmente se si parla di soluzioni per diminuire i costi della sanità nei prossimi anni.

Scritto Martedì, da Emanuele Mortarotti

Anche se l’industria delle apparecchiature mediche è stata un po’ lenta ad adottare il cosiddetto “Internet of things” (ovvero il concetto che si riferisce agli oggetti reali connessi alla rete), l’ “internet dei dispositivi medici” (che d’ora in poi definiremo con l’acronimo inglese IoMT – Internet of Medical Things) è pronto a trasformare il modo in cui ci si prende cura dei pazienti, specialmente se si parla di soluzioni per diminuire i costi della sanità nei prossimi anni. L’ IoMT può aiutare a monitorare, informare e notificare notizie e informazioni non solo agli addetti ai lavori, ma anche a fornire loro dati effettivamente aggiornati per identificare problematiche e cercare di risolverle prima che diventino critiche.

Un report realizzato dall’ Allied Market Research prevede che il mercato dei dispositivi connessi ad Internet raggiungeranno il giro d’affari di circa 136,8 miliardi di dollari entro il 2021. Ad oggi esistono circa 3,7 milioni di dispositivi medici in uso al mondo, che sono connessi alla rete e monitorano varie parti del corpo e memorizzano dati preziosi alla salute di ogni paziente. L’ IoMT si riferisce al sistema connesso delle apparecchiature mediche e applicazioni che raccolgono dati poi trasferiti ai sistemi sanitari nazionali.

Ci sono diverse realtà che hanno contribuito a questa crescita esponenziale, tra cui si segnala l’imponente crescita dei dispositivi indossabili e il costo diminuito della tecnologia in generale. Ora tutti i dispositivi sono connessi ed è veramente facile raggiungere i network ospedalieri. A questa situazione si aggiungono i dati preoccupanti che vedono la crescita di malattie croniche che necessitano di cure specifiche e trattamenti migliori, alla quale i sistemi sanitari rispondono cercando di implementare le innovazioni tecnologiche per contenere i costi (altrimenti altissimi). L’espansione delle tecnologie grazie al web, unita al consenso sempre maggiore dell’utilizzo di queste scoperte da parte dei governi, hanno fatto sì che l’IoMT crescesse in maniera così vasta.

 

L’invecchiamento generale della popolazione mondiale continuerà a gravare sui sistemi sanitari nazionali

L’ IoMT potrebbe essere la soluzione per tutte le nostre comunità, visto e considerato che i nostri sistemi sanitari nazionali continueranno ad accumulare stress dovuto al fatto che le popolazioni mondiali continuano ad invecchiare. Entro il 2025, 1,2 miliardi (su 8 miliardi di persone sulla terra) saranno considerate anziane: l’equivalente dell’intero popolo indiano. Gli anziani tendono ad avere svariati problemi di salute, che si traducono in costi più alti della sanità. Ad un’aspettativa della vita che si alza corrisponde, quindi, un aumento dei costi delle prestazioni mediche. L’ IoMT potrebbe fornire un modo migliore per prendersi cura degli anziani e ha un ottimo potenziale per aiutare a fronteggiare l’aumento dei costi della sanità. I dispositivi connessi all’ IoT possono infatti tracciare e memorizzare dati relativi al cuore, al sangue e a tanti altri apparati del corpo, fino ad arrivare alla qualità del sonno. Quando un anziano solo dimentica di prendere le pillole giornaliere, il dispositivo medico potrebbe aiutare a ricordare tramite un promemoria, registrando orario di somministrazione e dosaggio. Immaginiamo anche la comodità nell’evitare una visita in più dal medico per farci leggere i risultati di un test del sangue o delle urine: il dispositivo medico, grazie a dei parametri generali, potrebbe velocizzare il tutto, segnalando o meno la necessità di approfondire la situazione di salute con ulteriori indagini.

Ci sono, insomma, tantissime opportunità che l’ IoMT può donare, in termini di risparmio di soldi ma anche di tempo.

Appuntamento alla prossima settimana con il prosieguo dell’articolo!

E tu hai mai sentito parlare dell’ “Internet delle Cose”? Per qualsiasi domanda o curiosità, contatta Dispotech, your disposable excellence.

Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

Manager

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