Tasse sui dispositivi medici negli USA preoccupano i produttori

La “tregua” data dal governo americano sta per scadere: quale il futuro delle aziende?

Scritto Mercoledì, da Emanuele Mortarotti

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Oggi analizzeremo per voi una notizia proveniente dagli States, di cui siamo venuti a conoscenza tramite il sito startribune.com: si tratta della reintroduzione, dopo un periodo di tregua di due anni, della tassazione sui dispositivi medici applicata dal governo americano. Ebbene sì, pare proprio che la Affordable Care Act tax stia per essere integrata nuovamente, a meno che il Congresso non si decida a posporre la decisione o, meglio ancora (per i produttori), ad abolirla completamente.

La tassa in questione pesa notevolmente sui bilanci delle grandi aziende che, da questo momento in poi, pagheranno ingenti somme di denaro. Ciò si ripercuote sulla possibilità di investire in capitale umano e/o nella ricerca. Il CEO di Inspire Medical Systems Tim Herbert ha affermato che avrebbe potuto assumere “dai 12 ai 15 dipendenti se i soldi destinati a questa tassa fossero stati congelati ancora per un po’, oppure aboliti”; allo stesso modo, la Cogentix, tramite il suo direttore finanziario Brett Reynolds, fa sapere che “la tassa costerà alla nostra azienda tra i 600.000 e gli 800.000 dollari all’anno. È una somma considerevole, che avremmo potuto investire per ampliare il personale, per venire incontro alle esigenze dello stesso offrendo più servizi, oppure per potenziare la ricerca e lo sviluppo. Fiduciosi del fatto che questi soldi siano spesi bene una volta affidati al governo, non nascondiamo che ne avremmo fatto buon uso anche internamente”.

È necessario sottolineare, d’altra parte, che la suddetta tassa finisce nelle casse dell’ACA (Affordable Care Act), che fornisce sussidi per incrementare l’espansione delle prestazioni sanitare a milioni di persone indigenti negli Stati Uniti. Ideata nel 2010 ed entrata i vigore nel 2013, questa tassa ha fruttato circa 5 miliardi di dollari fino alla sua sospensione, avvenuta alla fine del 2015.

La critica che viene mossa a questo contributo, sopravvissuto a numerosi tentativi di abrogazione, è aspra e grave: definita una vera e propria “research killer” dai maggiori produttori di apparecchiature medicali, crea malcontento e divisioni. I sostenitori dell’ ACA credono che per le aziende sia possibile recuperare la somma di denaro versata allo stato semplicemente aumentando i prezzi dei propri device. Il CEO di Cogentix Darin Hammers ha commentato: “Mi sembra una risoluzione fin troppo semplicistica del problema. La verità è che nel nostro settore c’è tanta concorrenza e il mercato non lo permette. Inoltre gravare sui nostri clienti ci sembra ingiusto”.

Il verdetto del Congresso sull’imposta sarà reso noto tra pochi giorni: due fazioni opposte si fronteggiano, ognuna con le proprie buone motivazioni. Il responso del governo potrebbe far cambiare molte cose all’interno del settore: prevarrà la necessità di aiutare gli americani che non possono permettersi la (dispendiosa) assicurazione sanitaria o le logiche imprenditoriali?

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Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

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