Un sensore...da deglutire!

Un nuovo sensore da ingoiare potrebbe far luce su informazioni e scoperte ancora inedite alla scienza.

Scritto Martedì, da Emanuele Mortarotti

Un nuovo sensore da ingoiare potrebbe far luce su informazioni e scoperte ancora inedite alla scienza: è quanto sostenuto da una ricerca australiana che ha effettuato delle sperimentazioni su pazienti umani, definendole sicure al 100%, nonché utilissime per individuare problemi e malfunzionamenti dell’apparato digerente.

Un sensore facilmente deglutibile

Dagli attacchi d’ ansia all’autismo, la scienza ha recentemente svelato il ruolo e l’influenza che l’intestino e i processi al suo interno possono provocare al resto del corpo. Nonostante i progressi e le scoperte che ogni giorno si susseguono nel campo medico, pare proprio che ci sia ancora tanto da scoprire sull’apparato digerente: un sensore così piccolo potrebbe veramente esserci d’aiuto?

Alcuni ricercatori della RMIT University di Melbourne, Australia, hanno fatto delle scoperte interessanti: hanno realizzato un dispositivo (della stessa grandezza di una comunissima pillola) deglutibile, capace di aiutare i medici ad individuare e diagnosticare disturbi e malattie dell’intestino. Il sensore può resistere alle condizioni estreme dello stomaco, in cui pullulano acidi ed enzimi, nonché gas come idrogeno, diossido di carbonio e ossigeno; è, inoltre, in grado di “catturare” in tempo reale informazioni e trasferirle su device di uso comune, come pc e smartphone.

Durante la ricerca, pubblicata l’8 gennaio 2018 su Nature Electronics, i suddetti sensori sono stati testati su 7 partecipanti in buona salute che hanno alternato un regime alimentare con poche e (successivamente) tante fibre. I sensori sono stati in grado di misurare con estrema accuratezza il momento in cui il cibo penetra nell’intestino dei partecipanti ai trial clinici, confermando il loro potenziale come dispositivi medici capaci di monitorare la salute e l’attività dell’apparato digerente. I sensori ingeribili rappresenteranno il futuro della medicina? Se così fosse, circa il 20% della popolazione mondiale che soffre di problemi gastrointestinali eviterebbe di sottoporsi ad esami invasivi come la colonscopia o interventi chirurgici esplorativi.

Queste sperimentazioni cliniche innovative, oltre a rivelare la sicurezza e l’effettiva utilità del sensore ingeribile, hanno anche rivelato nuove, interessanti scoperte sull’apparato digerente, prima sconosciute alla scienza.

Un nuovo meccanismo immune

I dati rilevati dal sensore deglutibile hanno svelato che lo stomaco rilascia sostanze chimiche ossidanti per neutralizzare e distruggere qualsiasi molecola “estranea” che si trova nello stomaco più a lungo di quanto dovrebbe. “Ciò può rappresentare un sistema di protezione gastrica contro organismi estranei” afferma Kourosh Kalantar-Zadeh, leader del team di ricerca e co-inventore del sensore ingeribile. “Questa nuova informazione potrebbe aiutare gli addetti ai lavori e i ricercatori in campo medico a comprendere meglio le malattie che colpiscono l’intestino, prima tra tutte il cancro”.

Il risultato di questa ricerca è sicuramente incoraggiante e stimola i ricercatori ad unirsi ad aziende leader nel settore della produzione dei dispositivi medici: è dato per certo, intanto, che il team sviluppatore di questo sensore rivoluzionario ha iniziato il processo di commercializzazione. Tra non molto, quindi, il sensore da deglutire aiuterà i medici e gli operatori del settore medico nel lavoro giornaliero e nella diagnosi di disturbi legati all’apparato digerente.

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Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

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