L’ansia durante la pandemia: un problema

affrontiamo un argomento serio collegato alla pandemia causata dal Covid-19: l’aumento esponenziale (e preoccupante) di stati di ansia e di altri disturbi

Scritto Venerdì, da Emanuele Mortarotti

Oggi, sul blog di Dispotech, affrontiamo un argomento serio collegato alla pandemia causata dal Covid-19: l’aumento esponenziale (e preoccupante) di stati di ansia e di altri disturbi ad essa collegata durante questi mesi difficili. Scopriamo, grazie al supporto di un articolo pubblicato su medicalnewstoday.com, i dati preoccupanti di uno studio pubblicato come commento sulla rivista Psychological Trauma: Theory, Research, Practice, and Policy.

 

Uno studio, cui alcuni dati sono stati pubblicati sulla rivista Psychological Trauma: Theory, Research, Practice, and Policy, ha rivelato l’aumento di stati di ansia negli statunitensi durante il periodo di pandemia da Covid-19 e il lockdown. Gli studiosi hanno analizzato, in particolare, i dati ricavati da Google Trends: le ricerche su ansia e metodi per gestirla sono aumentati a dismisura, tracciando uno scenario preoccupante.

Ciò è abbastanza comprensibile se si pensa che il Coronavirus si è diffuso velocemente in tutto il mondo e, ad oggi, ha registrato circa un milione di morti a livello globale. Inoltre, molti di coloro che hanno contratto il virus e che sono guariti dovranno affrontarne le conseguenze, poiché è stato notato che ci sono dei sintomi che si protraggono per lunghi periodi – e non c’è ancora spiegazione scientifica a riguardo.

 

In questo scenario già triste si aggiunge la decisione drastica che quasi tutti i paesi del mondo hanno adottato, ovvero il lockdown: è stato necessario chiudersi in casa e limitarsi ad uscire per motivi urgentissimi. Ciò ha fatto peggiorare l’umore di tutti, gettandoci nello sconforto. Insomma, è chiaro che questa pandemia mondiale non ha solo danneggiato la salute fisica di molti, ma ha sicuramente risvegliato sentimenti di preoccupazione e sconforto nella psiche di tutti.

Le condizioni psicologiche di molti sono andate peggiorando: è anche su questo che si basa la ricerca condotta dal dottor Michael Hoerger, docente di Psicologia e Psichiatria presso il Tulane University Cancer Center di New Orleans, e altri coautori. Analizzando i dati di Google Trends (per i soli USA) che vanno dal 21 aprile 2019 al 21 aprile 2020, gli studiosi hanno notato 4 elementi fondamentali:

  1. immediatamente dopo l’annuncio ufficiale della pandemia, le ricerche relative a termini come "preoccupazione", "preoccupazione per la salute", "panico" e "isteria" sono aumentati a dismisura;
  2. le persone hanno iniziato a cercare non solo il termine “ansia”, ma soprattutto i sintomi ad essa collegati;
  3. non è stato riscontrato l’aumento significativo di parole che rientrano nella sfera della salute mentale, come “depressione”, “solitudine”, “suicidio” o “abuso di sostanze”;
  4. gli studiosi hanno notato che gli utenti hanno ricercato anche tecniche terapeutiche per cercare di alleviare i sintomi dell'ansia da soli: tra le parole più cliccate spiccano “respirazione profonda" e "meditazione tramite body scan".

 

Lo scenario della salute mentale mondiale è preoccupante se si riflette sulle parole del dottor Hoerger, che ha commentato lo studio affermando che ci sarà un declino per la salute mentale collettiva e che assisteremo ad un graduale aumento di pazienti affetti depressione, disturbo da stress post-traumatico, violenza nella comunità, nonché un tasso maggiore di suicidi.

 

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Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

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