Cosa c'è all'interno di un ghiaccio istantaneo?

Oggi vogliamo raccontarti come sono fatti internamente in generale gli ice pack

Scritto Mercoledì, da Emanuele Mortarotti

Bentornati sul blog di Dispotech. Oggi parliamo di ghiaccio istantaneo e ice pack, soffermandoci sulla composizione di questi piccoli ma indispensabili dispositivi medici.

Che li teniamo in casa o in ufficio, nell’armadietto dei medicinali o in un luogo in cui si pratica sport, gli ice pack sono dei dispositivi medici molto comuni – accessibili, quindi, anche ai bambini. Solitamente gli ice pack (siano essi riutilizzabili o meno) hanno dei componenti che, se ingeriti accidentalmente, provocano effetti minori. Tuttavia è importante conoscere gli ingredienti di cui sono composti per riuscire ad intervenire tempestivamente ed evitare intossicazioni o problemi di salute di qualsiasi tipo. Approfondiamo l’argomento grazie al supporto di un interessante articolo pubblicato su poison.org.

 

Gli ice pack e tutti gli impacchi di ghiaccio, volti ad offrire i benefici del freddo, possono presentarsi in molteplici forme e consistenze.

  • Alcuni, come i gel pack, sono dei sacchetti contenenti gelatina soffice e malleabile (che può essere congelata ma anche riscaldata);
  • il ghiaccio istantaneo monouso sembra un normale sacchetto ma, se sottoposto alla pressione delle dita, si trasforma in pochi secondi in un ice pack. Questa tipologia di ice pack è molto comune da trovare nei kit di primo soccorso.

A seconda del tipo di impacco di ghiaccio, i risultati dell'esposizione o dell’ingerimento di alcune parti possono variare da “non tossici” a “gravi”. Ma scopriamo di più.

 

Ice pack istantanei: composizione e avvertenze

Iniziamo dal ghiaccio istantaneo, anche conosciuto come ice pack istantaneo. Grazie ad un mix di reattori chimici, il sacchetto che li contiene può ghiacciarsi in pochi secondi. Ciò è possibile in seguito alla pressione e al mescolamento delle sostante chimiche contenute nel sacchetto - solitamente nitrato d’ammonio, nitrato di calcio e ammonio o urea.

Tra questi 3 ingredienti il più tossico (se ingerito) è il nitrato d’ammonio, che può portare:

  • alla dilatazione dei vasi sanguigni;
  • all’abbassamento della pressione;
  • a sintomi come mal di testa, vertigini, mancanza di respiro;
  • alla comparsa di disturbi come la metaemoglobinemia e l’emolisi.

 

Il nitrato di calcio e ammonio, invece, risulta meno tossico del nitrato di ammonio; tuttavia può risultare rischioso se ingerito in grandi quantità. Lo stesso discorso vale per l’urea, il reattore meno preoccupante tra i tre – ma che può comunque causare nausea, vomito, vertigini e sonnolenza.

 

Per qualsiasi dubbio o domanda in merito è sempre necessario affidarsi alle cure di un medico che saprà consigliare la migliore terapia.

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Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

Manager

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