Come sono nate le mascherine e perché?

Il loro utilizzo serve davvero in una situazione come quella attuale?

Scritto Giovedì, da Emanuele Mortarotti

Nuovo appuntamento con le news di Dispotech. Questa settimana il nostro blog è, per forza di cose, legato agli avvenimenti che riguardano il Coronavirus e la sua diffusione in Italia.

Che ruolo hanno le mascherine? La loro diffusione e l’utilizzo così ampio da parte della popolazione serve davvero a contenere il contagio? Come sono nate le mascherine e perché? Cerchiamo di fare informazione corretta e rispondiamo a queste semplici ma importanti domande; per farlo, utilizziamo il supporto di un interessante articolo pubblicato su nytimes.com.

 

Possiamo dirlo senza temere di essere smentiti: l’arrivo del Coronavirus in Europa ha creato un effetto psicosi senza precedenti. Nelle farmacie e nei negozi sono andati letteralmente a ruba non solo igienizzanti e soluzioni per disinfettare le mani, ma anche le mascherine. Questo oggetto che protegge la bocca e il naso, normalmente reperibile in maniera semplice e immediata, è ora diventato un vero e proprio “oggetto del desiderio”. La domanda per la produzione di mascherine è aumentata in maniera gigantesca: secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale della World Health Organization, la richiesta è 100 volte più alta del normale e i prezzi sono 20 volte più alti della norma. Numeri incredibili se si pensa che le mascherine non sono, di fatto, considerate degli strumenti utili a fermare il contagio – lavarsi le mani è molto più efficace.

 

L’utilizzo delle mascherine è una prassi comune nei paesi asiatici, un fatto culturale. Sarà capitato a tutti di vedere video, servizi al tg, film e notare che quasi tutti indossano la mascherina. C’è chi lo fa per proteggersi dallo smog, chi lo fa per contenere gli effetti delle influenze stagionali. Sta di fatto che, per gli orientali, indossare le mascherine è prima di tutto un comportamento dettato dal vivere civile e dalla solidarietà verso chiunque stia passando un periodo di salute “traballante”.

Le maschere anti-epidemia nascono proprio in Cina circa un secolo fa grazie ad un medico, Wu Lien-teh, che venne chiamato dal governo cinese ad agire per far fronte ad un’epidemia di peste polmonare. Wu, dopo aver dimostrato che la malattia infettiva si trasmetteva per via aerea, mise a punto le prime mascherine, facendo alcune modifiche al classico modello utilizzato dai chirurghi. Il dottor Wu chiese a personale sanitario, pazienti infetti e persone a loro vicine di indossare la mascherina. Alla fine, l’intuizione di Wu si rivelò corretta: nonostante la peste polmonare uccise tantissime persone, l’adozione delle mascherine ridusse sensibilmente il contagio – diminuendo le morti.

Con la mascherina non era nato solo un dispositivo di protezione molto importante, ma anche un simbolo: la Cina si attestava definitivamente come paese all’avanguardia nel settore medico.

 

Fu la SARS del 2002 a cambiare definitivamente le abitudini degli orientali. Da allora, le mascherine sono largamente utilizzate in Oriente – sia per difendersi dall’inquinamento dell’aria, sia per contenere la diffusione dei virus. I cinesi e gli orientali in generale considerano indossare la mascherina un atto di solidarietà e di rispetto per la propria comunità; un’azione profondamente civile che avvicina le persone in periodi dove la paura e la psicosi possono facilmente prendere il sopravvento.

 

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Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

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