Cosa sono le lesioni da sforzo ripetitivo?

Oggi parliamo di lesioni da sforzo ripetuto (o RSI, acronimo di repetitive strain injury), un disturbo che sta diventando sempre più comune specialmente da quando le persone hanno iniziato a ripetere gli stessi movimenti – spesso legati all’utilizzo di dispositivi elettronici.

Scritto Martedì, da Emanuele Mortarotti

Bentornati sul blog di Dispotech. Oggi parliamo di lesioni da sforzo ripetuto (o RSI, acronimo di repetitive strain injury), un disturbo che sta diventando sempre più comune specialmente da quando le persone hanno iniziato a ripetere gli stessi movimenti – spesso legati all’utilizzo di dispositivi elettronici.

La prima descrizione attendibile di lesioni da sforzo ripetitivo risale al 1700 e fu teorizzata dal medico italiano Bernardino Ramazzini dopo un’attenta osservazione degli operai industriali italiani. Oggi esistono diversi tipi di RSI ma nell’articolo che segue ci concentreremo principalmente su quelli causati dal lavoro, dallo sport e dall’uso di dispositivi elettronici. A supportarci, un articolo pubblicato su medicalnewstoday.com.

Con il termine RSI ci si riferisce a un'ampia varietà di dolori muscolari che possono riguardare quasi tutte le parti mobili del corpo umano. Sforzi ripetuti, compressione meccanica, posizioni scomode possono essere tra le cause scatenanti del problema. Per trattarle e prevenirle è importante rivolgersi a professionisti competenti che siano in grado di individuare il disturbo in corso e la cura giusta. Lo stress, la monotonia e la mancanza di buone abitudini sul lavoro possono peggiorare la situazione.

I campanelli d’allarme che devono destare preoccupazione sono, tendenzialmente, i seguenti sintomi:

  • dolore nei muscoli/articolazioni spesso sforzati;
  • pulsazioni in un’area del corpo oggetto di sforzi continuati;
  • formicolio (specialmente alla mano o al braccio);
  • minore sensibilità;
  • minore forza.

 

I suddetti sintomi sono scatenati da abitudini prolungate che, con il passare del tempo, tendono a far comparire dolori e fastidi. Tra i più ricorrenti segnaliamo:

  • uso eccessivo di un particolare muscolo o gruppo di muscoli;
  • esposizione prolungata a freddo/temperature basse;
  • cattiva postura o mantenimento della stessa postura per periodi prolungati;
  • pressione diretta su particolari aree del corpo;
  • trasporto di carichi pesanti;
  • fatica;
  • stress.

 

Di norma, i medici riescono ad individuare il tipo di RSI grazie ad esami specifici e al racconto del disagio del paziente. Esistono diversi trattamenti per lenire i dolori provocati da RSI:

  • farmaci: antidolorifici, antinfiammatori, miorilassanti, antidepressivi.
  • Terapie a base di caldo o freddo: applicazione di ice pack o impacchi caldi (mai a contatto diretto con la pelle).
  • Stecche: alcune persone hanno bisogno di un supporto elastico o una stecca.
  • Terapia fisica: esercizi a corpo libero oppure fisioterapia con un professionista (a seconda della gravità delle lesioni).
  • Iniezioni di steroidi (consigliate solo in casi straordinari).
  • Chirurgia: l’ intervento chirurgico può correggere problemi di tendini/nervi.

 

Una delle cause più comuni di lesioni da sforzo ripetitivo è il lavoro alla scrivania e al computer. Ci sono alcune accortezze da prendere per evitare le RSI e sono:

  • sedute ergonomiche, scrivanie e schermi ben allineati al corpo;
  • postura corretta (vietato incurvarsi);
  • digitare delicatamente sulla tastiera ed evitare di cliccare troppo velocemente e troppo vigorosamente sul mouse;
  • temperatura adeguata nell’ambiente di lavoro;
  • se si passa molto tempo al telefono, valutare l’utilizzo di auricolari e non tenere il telefono stretto tra l’orecchio e la spalla (torcendo il collo).

 

Per prevenire la comparsa o l’acuirsi dei disturbi RSI l’ideale sarebbe interrompere o ridurre l'intensità dell'attività che provoca dolore. Ciò non è sempre possibile; ci si può prendere cura della propria salute osservando dei comportamenti corretti come fare delle pause ad intervalli regolari, alzarsi in piedi e fare stretching molto dolcemente, riposare i muscoli dell’occhio guardando in alto e fissando per un momento un oggetto in lontananza. Il consiglio principale, tuttavia, rimane sempre quello di mangiare sano, fare attività fisica ed evitare cattive abitudini come il fumo.

 

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Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

Manager

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