La scoperta di nuovi crioprotettori

Oggi parliamo di una scoperta scientifica molto interessante che potrebbe riguarda il futuro della creazione del ghiaccio

Scritto Lunedì, da Emanuele Mortarotti

Oggi sul blog di Dispotech parliamo di nuovi crioprotettori e di sistemi che possono coadiuvare nella formazione del ghiaccio sintetico. Nuovi studi scientifici, di cui parleremo nell’articolo, aprono la strada a innovazioni utilissime – e non solo per il mercato dentale. Scopriamo di più grazie ad una news letta su news-medical.net.

 

Quando del materiale biologico (cellule, sangue, tessuti) viene congelato, delle sostanze definite crioprotettori vengono usate per prevenire i danni associati alla formazione del ghiaccio durante il processo di congelamento. La buona notizia, che arriva da uno studio dell’Università di Warwick, è che sono stati scoperti nuovi crioprotettori polimerici. Il loro funzionamento nel processo di congelamento sarà ancora oggetto di studi, ma i ricercatori sono molto ottimisti sul futuro della ricerca.

 

Il paper, dal titolo The atomistic details of the ice recrystallization inhibition activity of PVA è stato pubblicato dalla rivista scientifica Nature Communications e, in particolare, verte sul modo in cui un polimero con il potenziale per essere utilizzato nella crioconservazione si lega ai cristalli di ghiaccio in crescita. La scoperta più sensazionale emersa dallo studio è che catene polimeriche sia più corte che più lunghe di alcool polivinilico si legano al ghiaccio. Ciò va in contraddizione con quando finora sostenuto dalla comunità scientifica - ovvero che i polimeri corti non riuscissero a legarsi in maniera duratura ai cristalli di ghiaccio.

In questo studio, il dott. Sosso e i suoi collaboratori (definiti affettuosamente dall’università di Warwick il Team Ice) hanno dimostrato che è una questione tra l’equilibrio delle interazioni dei legami e il volume dei polimeri.

 

Questa ricerca è fondamentale per la scienza poiché apre nuovi scenari sul processo di ricristallizzazione del ghiaccio, nonché sulla prossima generazione di crioprotettori. Fabienne Bachtiger, dottoranda del team che ha condotto il lavoro, ha spiegato che la scoperta fatta è sensazionale per la comunità scientifica: utilizzare polimeri più piccoli dà tante possibilità in più rispetto al passato. Il già citato dott. Gabriele Sosso del Dipartimento di Chimica dell'Università di Warwick ha affermato di voler continuare a lavorare sui crioprotettori e sul loro funzionamento insieme al suo team di colleghi e dottorandi.

Non ci resta che continuare a monitorare questo studio e aspettare le nuove magnifiche scoperte che ci riservano la ricerca e la scienza.

 

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Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

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