Quanto viene controllato il ghiaccio presente nelle vostre bibite?

Secondo molti rilievi effettuati in locali italiani, pare che la maggior parte del ghiaccio usato per rinfrescare cocktail e bibite sia contaminato. Ma cosa si intende per contaminazione?

Scritto Venerdì, da Emanuele Mortarotti

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Per combattere l’arsura di questa caldissima estate 2019 avrai sicuramente bevuto bibite con ghiaccio – un piacere che, del resto, ci possiamo concedere tutto l’anno un po’ ovunque: bar, ristoranti, discoteche e anche a casa.

Bisogna però prestare attenzione al ghiaccio e alla sua produzione: oggi vi riportiamo un’allarmante notizia che abbiamo appreso leggendo un articolo sul portale dilei.it.

Secondo molti rilievi effettuati in locali italiani, pare che la maggior parte del ghiaccio usato per rinfrescare cocktail e bibite sia contaminato. Ma cosa si intende per contaminazione?

La questione è molto seria e non va presa sottogamba. Se non opportunamente prodotto e conservato, il ghiaccio può venire a contatto con vari batteri e microbi – organismi che possono compromettere seriamente la salute.

Sul caso è intervenuto anche il Ministero della Salute, che ha ben pensato di stilare e diffondere un Manuale sulla corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare; lo stessa INGA (Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare) si è unito nel denunciare questi metodi errati, che possono rivelarsi pericolosi per gli ignari avventori di bar, ristoranti e luoghi di aggregazione. Anche pochi cubetti possono trasmettere batteri infetti: vale decisamente la pena stare attenti.

Lo stesso discorso vale, ovviamente, anche per il ghiaccio che facciamo in casa. Ci sono delle semplici regole da seguire, quando si vogliono produrre dei cubetti “casalinghi”:

  • tieni sempre pulita la ghiacciaia, pulendola spesso;
  • presta attenzione alla pulizia della vaschetta dei cubetti di ghiaccio;
  • una volta prodotto, il ghiaccio in cubetti in versione casalinga va consumato entro pochi giorni;
  • copri sempre la vaschetta con i cubetti di ghiaccio con un po’ di carta stagnola o riponila in un sacchetto (di quelli che si usano per congelare gli alimenti);
  • anche se usi pochi cubetti, i restanti non vanno assolutamente ricongelati. Svuota la vaschetta, puliscila con cura e fai dei nuovi cubetti;
  • usa sempre un cucchiaio o una pinza per prelevare i cubetti di ghiaccio dalla vaschetta.

 

Poche, piccole accortezze eviteranno problemi di salute e fastidi di varia natura.

 

Conoscevi i rischi che possono provenire da una produzione e conservazione scorretta del ghiaccio? Dicci la tua, contatta il team Dispotech.

Emanuele Mortarotti
Autore Emanuele Mortarotti

Manager

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